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di AA.VV.
ARTE E COLLEZIONISMO
A PALAZZO VENEZIA
Roma 2004
di AA.VV.
€24,00
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catalogo Roma 2004
“ARTE E COLLEZIONISMO
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Articolo aggiunto! Sfoglia la lista dei desideriL'articolo selezionato è già presente nella tua lista dei desideri! Sfoglia la lista dei desideriI TAROCCHI BAROCCHI di Marina Cirinei €20,60
Iniziativa singolare ideata e promossa da Marina Cirinei, specializzata in progetti di comunicazione, quella di utilizzare un materiale antropologiico e culturale antico e misterico come le carte dei tarocchi per promuovere la conoscenza di fenomeni culturali, espressioni, viceversa, delle cosiddette arti maggiori.
La prima proposta della serie – dedicata in particolare a Acireale e uno dei suoi migliori artisti barocchi Pietro Paolo Vasta – è concepita in modo tale da sostituire la classica immagine iconografica degli arcani maggiori dei tarocchi con immagini equivalenti tratte dall’arte acese.
Nati come un prodotto povero nel Trecento, divenuti popolari nel Seicento, espressione pubblica di una grande storia della memoria collettiva, usati persino per lodare o contestare personaggi reali, a metà tra gioco e divinazione, i tarocchi toccano nel profondo la storia umana e fantastica di una comunità.
Questi, ideati per Acireale, hanno trovato immediato riscontro tra quello che ancora oggi è rintracciabile visivamente nell’arte e nella tradizione di questo luogo e gli antichi segni misterici degli arcani.
Il “Matto” è un personaggio mostruoso scolpito sul balcone di Palazzo Modò; “L’imperatore” è una scultura del Santo Patrono di Acireale; il “Mondo” è un presepe permanete nella chiesa di Santa Maria della Neve.
La serie continua associando le carte ad altre importanti realtà del barocco italiano. Per chi ne fa uso: conoscenza o divinazione? -
Articolo aggiunto! Sfoglia la lista dei desideriL'articolo selezionato è già presente nella tua lista dei desideri! Sfoglia la lista dei desideriROMA
DISEGNO E IMMAGINE DELLA CITTÀ ETERNA
Le piante di Roma dal II sec. d.C. ai giorni nostri di AA.VV. €247,90La nuova Pianta di Roma (1748) di G.B. Nolli (1701-1756), sfolgorante immagine della città barocca colta nel momento del suo massimo splendore, nell’attimo cristallizzato dal suo assetto perfettamente compiuto, è il più fedele ritratto di una grande capitale dell’Europa del secolo dei Lumi, città cosmopolita e crocevia di esperienze ‘accademia del mondo’, simbolo e cardine dello spessore etico e culturale di un’intera epoca.
Dopo un’attenta attività nelle grandi imprese catastali di Lombardia e Savoia, vere e proprie ‘scuole nazionali’ in cui si formò una classe di cartografi e architetti, Nolli avvia a Roma l’ambizioso progetto di revisione scientifica della realtà archeologica e contemporanea dell’Urbe, basando la PIANTA su di un’esatta meticolosa operazione di sistematico rilevamento (e chi meglio di lui, ultimo ‘magistrato comacino’ poteva con tanta acribia misurare le strade, le piazze, le pietre modellate per secoli dai suoi conterranei) coinvolgendo i migliori artisti attivi in città, da Fuga, Salvi e Vanvitelli, a Piranesi, Vasi, Pannini.
Per la prima volta viene ricostruito l’intero catalogo della ricca operatività di Nolli, autore di catasti e rilevamenti in Lombardia, Savoia, Veneto e Lazio, e originale nterprete del nascente neoclassicismo architettonico con numerosi progetti e realizzazioni, tra cui spicca l’impegno ideativo, accanto a Marchionni e Piranesi, per la sontuosa Villa Albani. -
Articolo aggiunto! Sfoglia la lista dei desideriL'articolo selezionato è già presente nella tua lista dei desideri! Sfoglia la lista dei desideriFRANCESCO BORROMINI
L’INIZIATO di Leros Pittoni €16,00Lo svolgimento originale di questo libro è capire Francesco Borromini nel suo credo iniziatico protomassonico, nella sua fede religiosa, nella sua cultura.
La difficoltà dell’osservazione è data dall’intreccio particolarmente complesso e dalle molteplici valenze caratteriali del personaggio. Ma c’è una costante: ogni cosa che Borromini crea ha un significato ben preciso che non è solo estetico. Egli è un iniziato.
L’Autore, oltre a documentare il rapporto umano del grande architetto con la sua epoca, per la prima volta nella storia del Borromini, pone delle domande sul suicidio.
Alla relazione della visita medica fatta sul Borromini morente da Sebastiano Molinari chirurgo dell’Ospedale di S. Spirito, contrappone la relazione odierna del prof. Giampaolo Zelli, ordinario di Chirurgia Geriatrica dell’Università di Roma ‘La Sapienza’.
La stessa relazione di Sebastiano Molinari viene analizzata da uno psichiatra svizzero prof. Tazio Carlevaro e da uno psichiatra italiano prof. Roberto Tatarelli ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’.
Il dubbio è nella storia.


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