• a cura di Lucia Trigilia

ISBN: 978-88-6557-720-2

Atlante del Barocco in Italia
SICILIA | 1
LE CITTA’ IBLEE

La rinascita dopo il terremoto del 1693 a cura di Lucia Trigilia

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Le architetture barocche del Val di Noto nei loro movimenti, nel loro “ondeggiare”, evocano la rappresentazione stessa del terremoto. Se da un lato nascono dall’orrore dall’altro rispecchiano la bellezza indotta dalla rinascita dopo il terremoto del 1693. L’architettura, in questo estremo lembo di Sicilia, fa orgogliosamente mostra di sé come metafora della storia e del disastro trasformato in bellezza. Se ci si chiede a cosa sia dovuta la straordinaria fioritura del barocco nella Sicilia sudorientale, con le sue scenografiche piazze e le architetture fastose, i ricchi apparati scultorei e le teatrali facciate da cui si mostrano per stupire: angeli, sirene e santi, mostri e mascheroni, la risposta sta nell’evento che ha forse colpito di più la memoria collettiva dei siciliani: il terremoto del 9 e 11 gennaio 1693 di cui ricorre quest’anno il 333° anniversario. Dalle cronache e dalle descrizioni diffuse subito dopo il sisma si ha l’idea di un enorme disastro “un’immagine del giudizio finale”, interpretato dai contemporanei come suprema punizione divina per le colpe degli uomini. Il Val di Noto diventa così il più grande cantiere della storia italiana e un laboratorio internazionale dei modelli del barocco, che qui raggiunge l’apice della sua straordinaria fioritura finale. Le circostanze offrono l’occasione per avviare una estesa opera di modernizzazione dell’immagine urbana, oggi si direbbe di rigenerazione urbana. La sciagura ha saputo tramutarsi in occasione di crescita civile e di sviluppo, grazie all’azione delle classi dirigenti del tempo, affiancate da valorosi architetti, ingegneri, capimastri e artigiani, protagonisti di una rinascita di altissima qualità, il cui segno rimane in un’architettura che mostra un grande senso del movimento e dello spazio, che riconduce ai modelli romani e internazionali del barocco. Al contempo, rivelano una eccezionale ricchezza decorativa. I giochi, i capricci e i “rabeschi” del barocco degli Iblei sono il segno di una cultura in cui il simbolismo e l’allegoria apotropaica rimandano in Sicilia a etimi antichi e al simbolo stesso che identifica l’Isola: la Gorgone. Il senso dello spazio nell’architettura, che si articola in arditi movimenti sinusoidali e in strutture svettanti verso il cielo, come altissime torri, diviene una categoria stilistica ben precisa cui questo volume vuole dar voce: il barocco ibleo; si documentano storia, modelli, geometrie, funzioni e bellezza, a testimonianza di una Sicilia di antico regime tutt’altro che isolata e in crisi culturale. La ricostruzione offre l’occasione per dare una svolta alla crisi economica della fine del Seicento attraverso il forte impulso dato all’edilizia e alle arti, invertendo l’opinione che vede la Sicilia del tempo devastata solo da crisi, diaspore e carestie. Si realizzano audaci riconfigurazioni urbane ovvero vengono rifondate in altro sito alcune città. Una eccellenza urbanistica che si declina nei vari esempi di centri urbani delle province di Siracusa e Ragusa presi in considerazione, unita alla diffusione della tipologia della facciata a torre, un unicum nel sud est della Sicilia.

Lucia Trigilia si è laureata in Architettura nell’Università degli Studi di Firenze. Già docente di Storia dell’architettura moderna dell’Università di Catania è Direttore Scientifico del Centro Internazionale di Studi sul Barocco, la cui fondazione ha promosso insieme a eminenti studiosi della cultura barocca. La sua ricerca è principalmente rivolta alla storia dell’architettura e all’analisi della città con particolare riguardo ai rapporti tra centri e periferie e ai protagonisti. Tra i suoi interessi scientifici: le trasformazioni urbane in età moderna e la festa come arte della città. Ha curato numerose mostre sull’architettura in Sicilia dell’età del barocco (Siracusa, Noto, Avola, Ragusa, Roma, Parigi, Strasburgo, Malta). Ha redatto le motivazioni per l’inserimento delle otto Città tardobarocche del Val di Noto nella World Heritage List dell’UNESCO (2002). è stata invitata da ICOMOS a partecipare alla redazione delle motivazioni per la candidatura nella World Heritage List del complesso monumentale di Mafra in Portogallo (2019). Già responsabile di progetti scientifici di rilevanza nazionale come il PON NEPTIS, nell’ambito del Distretto Tecnologico della Sicilia ha promosso la realizzazione del viaggio virtuale nel circuito del barocco della Sicilia sudorientale. Dirige dal 1994 “Annali del Barocco in Sicilia” ed è autore di molti saggi e volumi. Tra cui: Siracusa distruzioni e trasformazioni urbane dal 1693 al 1942 (1985); Siracusa la piazza e la città. L'ambiente urbano di piazza Duomo attraverso la storia (2000), La valle del barocco (2002), Un viaggio nella Valle del Barocco (2007), La festa barocca in Sicilia 2012, Rosario Gagliardi, i disegni di architettura della collezione Mazza (2014), Itinerari d’architettura e d’arte nell’antica corona d’Aragona. Siracusa tra ‘400 e ‘500 (con S. Gatto 2019), L'altare barocco nella Sicilia Iblea. Modelli architettonici, apparati, macchine sceniche (2025).
formato 24 x 30, cartonato con sovraccoperta, pp. 152, 132 colori; 39 b/n